Lettera al giornale...

Appena abbiamo ricevuto questa lettera, anzi questo piccolo racconto, non abbiamo avuto nessun dubbio... meritava di essere pubblicata, perché racconta di qualcuno, racconta la sua piccola esperienza, racconta un po' di lei e far parte della quotidianità delle persone è un privilegio di pochi. 

Chi scrive è Pina da Napoli, che è anche la nostra corrispondente, e questo è il suo piccolo viaggio verso Viareggio, verso uno dei Carnevali più famosi d'Italia...

"“Io con voi vecchi non viaggio”. Sbottò Francesca al nostro invito, mio e di mia sorella, di un breve viaggio. Francesca, la mia adorata nipotina, che considera vecchi tutti quelli da trent’anni in su. 
Cominciò così il mio viaggio per il carnevale di Viareggio. Anzi cominciò nell’attimo esatto in cui, finiti i tre scalini per salire sul pullman, mi ritrovai catapultata in quel che sembrava un ospizio semovibile. Come darle torto! Mi sentii sollevata della rinuncia di Francesca anzi, fui tentata più volte di scriverle un messaggio: Avevi ragione tu. Qui l’età media, se non fosse per la presenza di 2 bambini, si aggirerebbe sui 70 anni. Immaginai la sua faccia da sorriso beffardo nel leggerlo. Non glielo mandai. Non volli darle alcuna soddisfazione. Ecco.
E così. Tutti insieme, appassionatamente, 34 “adulti” e 2 bambini procedevamo alla conquista della Toscana. Tutti insieme appassionatamente su questo “afoso” ospizio ambulante. Si, “afoso” perché i nonnini avevano freddo ed il riscaldamento “a bordo” era a palla. 

Durante il viaggio di andata, sbirciavo qualche viso. Volevo sapere. Volevo conoscere i miei attempati compagni di viaggio. Quelli che non russavano, parlavano fra loro ed incominciavo ad avere la certezza che la maggior parte di loro si conoscesse già. Non era il loro primo viaggio assieme. E la certezza divenne una meravigliosa scoperta durante i vari spostamenti per raggiungere le varie città che visitammo. 
Si conoscevano i nonni, alcuni da decenni. Si conoscevano con l’organizzatore, Tonino un uomo di 74 anni che parlava, parlava e parlava. Parlava dei numerosi viaggi fatti assieme. Parlava con Enzina, , Rosaria, Cristina. Raccontavano dei tanti aneddoti e sfottò delle loro vacanze in Sicilia. Delle loro litigate, dei vari modi di presentarsi, di approcciarsi ai luoghi che man mano incontravano. Mi piaceva ascoltarli. E poi raccontando, ridevano , come pazzi, come bambini. Rosaria parlava, non riuscivo a sentire tutto, ma la sua mimica facciale, il fatto che ridesse lei per prima di quello che raccontava, mi faceva ridere fino a farmi male le mascelle. 
Non c’è alcun dubbio. A 20, 30 o 70 anni si fanno le stesse stronzate. Se non ci limitiamo “a quello che si vede fuori” a “ciò che appare” si può benissimo pensare che le persone di questo viaggio avevano da sempre venti anni. Non è retorica . Non si invecchia dentro. Non ho mai riso tanto come in questo viaggio. E non ho mai provato tanta tenerezza, stupore e divertimento quando ci siamo trovate nel mezzo del Carnevale di Viareggio.

Per i nonnini mia sorella era diventata “Mimosa”, in virtù di una presunta somiglianza ad una loro conoscente ed io, la sorella fotografa a cui chiedere di essere “tirata” una foto. Li ho fotografati i miei nonnini/bambini. Felici nel mettersi in posa anche se cercavo di riprenderli a loro insaputa. Ma era un battaglia persa. 

Non volevano camminare i nonnini, nelle nostre varie escursioni. Adducendo , quando gli faceva comodo, la scusa dell’età. Salvo poi non rendersi conto di aver camminato tanto lo stesso per raggiungere, dopo aver visto i carri allegorici, il pullman per il rientro. Ma loro non lo sapevano. Non erano resi conto della distanza. Ma ce l’hanno fatta. E’ sempre comunque la stessa storia: i bambini quando non vogliono camminare pretendono di essere presi in braccio, i ragazzi si “scocciano” ed i vecchietti “sono vecchi”. La verità e che sono “pigri” . L’età c’entra fino ad un certo punto
E poi mangiavano tanto i nonnini. Mangiano come “’e fravecature” (i muratori) come diceva Tonino. Tonino che in piedi, al fianco del mio sedile, parlava con le amiche ed al mio invito di potersi sedere, dicendogli scherzando “vi potete sedere, non vi faccio niente , non preoccupatevi” , mi sorrideva e mi diceva “ma figurati!! Famme chell che vuò”. 
E’ stato bello il mio viaggio. Con Tonino, Rosaria, Cristina, Enzina . L’organizzatrice Mena e la nostra fedelissima compagna di stanza Anita che attaccata sempre allo schermo del telefono, come Mister Magoo, si perdeva, ogni tanto, tra la gente e nei meandri delle strade. L’abbiamo sempre ritrovata comunque. 

E poi, infine, in questo viaggio, in occasione del Carnevale di Viareggio, abbiamo visto anche i carri allegorici. Perché non ve ne ho parlato? Perché quello dei carri è il carnevale visto da tutti. Io vi ho voluto semplicemente raccontare il mio. Non vi ho parlato di posti ma di persone perché credo, che conoscere le persone, sia il viaggio nei posti più belli del mondo".

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