Ivan Raganato fa parlare i suoi allievi

Con Ivan Raganato ti puoi aspettare di tutto... siamo andati per intervistarlo ma lui ha preferito far parlare i frutti del suo lavoro: gli allievi di Scena Muta, non proprio tutti, perché alcuni si sono intimiditi, solo i più coraggiosi...

Queste sono le domande che abbiamo posto agli allievi dei principali corsi di Scena Muta:

COME VIVI IL TEATRO NELLA VITA QUOTIDIANA... 

"Il teatro è la mia quotidianità perché ogni giorno scrivo ed interpreto il mio copione sul palco della vita" Alisia 14 anni

"Il teatro è qualcosa di cui non riesco a fare a meno, ed esercita su di me il potere di una droga, mi permette di rimanere da sola con le mie emozioni, con le mie paure e di avere accesso ad un mondo pieno di sensazioni e sentimenti che fanno parte di me ma che di solito rimangono nascosti” Aurora 15 anni

"Mi è difficile separare il teatro dalla vita quotidiana… ci sono alcune situazioni che mi prendono talmente tanto che mi immedesimo nel personaggio di un ragazzo triste, felice, arrabbiato … la vita è uno spettacolo teatrale!" Pierluigi 14 anni

"Il teatro mi aiuta ad esprimere le mie emozioni” Nadir 6 anni

"Oltre agli impegni di teatro veri (faccio parte di una compagnia teatrale), il teatro mi è molto utile nel lavoro, faccio spettacoli rivolti ad un pubblico difficile: i bambini" Fabrizio 35 anni

“Ho sempre guardato il teatro con profonda ammirazione, e in fondo con l’intimo desiderio di poterlo un giorno vivere da protagonista e non da spettatrice, ora che ho la fortuna di fare teatro, di viverlo e di vivere l’emozione del palco, grazie all’Associazione culturale Scena Muta di Ivan Raganato, mi rendo conto che la vita è teatro, sembra banale ma è veramente cosi, in fondo ho sempre recitato il ruolo principale nella commedia della mia vita, ed ogni personaggio che si va ad interpretare vive e gode di ciò che noi riusciamo a donarli di noi stessi” Mariantonietta 45 anni

“Nella vita quotidiana vivo il teatro in diversi modi, ad esempio: quando vengo interrogata e dimentico qualche parola per colpa dell’ansia improvviso, quando mi trovo in situazioni in cui non mi sento a mio agio cerco di lasciare da parte la mia timidezza e mi comporto proprio come se stessi a teatro, adattandomi ad ogni occasione, infine interagisco con più sicurezza e cerco di trovare argomenti di cui parlare anche riferendomi a miei vecchi monologhi” Sofia 13 anni

“Il teatro è la mia vita e la mia vita è un teatro” Giuseppe 15 anni

“Il teatro mi da tante emozioni e mi facilita ad improvvisare” Benedetta 9 anni

“Io vivo il teatro come uno sfogo… per me il teatro e un continuo arricchimento di nuove vite” Marco 12 anni

“Il teatro mi rendo gioioso e libero di esprimermi” Roberto 33 anni

“Come vivo il teatro nella mia vita quotidiana? Mi vengono da fare due riflessioni, una relativa alla mia personalità in famiglia e l’altra relativa all’altro aspetto di me quello che assumo in teatro… Questi due aspetti non sono distinti ma si intersecano si sovrappongo e si rivelano a seconda dell’ambiente in cui opero. In famiglia o a lavoro sono stata e sono ancora professionale, pudica, non incline a battute facili, prudente e sempre con un atteggiamento di contegno e di grande responsabilità, in teatro invece emerge l’altra me: estroversa, emancipata, femminista e pronta alla battuta facile. Questi non sono due aspetti contrapposti ma complementari di me. Da quando frequento il teatro nella mia vita quotidiana noto un maggiore equilibrio delle emozioni, una stabilità nei rapporti familiari, sono pronta all’accoglienza, sono più sicura, gioiosa e meno controllata ma l’aspetto più positivo lo riscontro la notte: ho un sonno più Tranquillo!” Maria Patrizia 63 anni

“Qualche anno fa mi sono iscritta al corso di dizione dell’Accademia Scena Muta per motivi professionali, faccio un lavoro che prevede continuamente l’interazione e il contatto con il pubblico e ritengo che durante i discorsi parlare correttamente e rispettare le pause favorisce l’attenzione di chi ascolta e può predisporre i rapporti di fiducia. Il corso era anche frequentato dagli attori di Scena Muta, un gruppo molto carino, unito, allegro e soprattutto solidale che mi ha convinto di fare qualche lezione di prova, ho accettato con qualche perplessità… invece è nato l’amore cosi per caso come ogni grande amore. Non so dire se sono brava o se diventerò mai un’attrice professionista, ma una cosa è certa a costo di qualunque sacrifico non abbandonerò mai il teatro, mi ha cambiato la vita recitare, ed è una sensazione incredibile che ti porta a scoprire continuamente un nuovo te stesso, molte volte mi è successo di cambiare punto di vista o opinione rispetto la mia stessa vita, è una crescita continua attraverso la quale io mi sento di maturare, liberamente fuori dagli schemi e dalle convenzioni… Il teatro da tanto spazio ai sogni e alla follia” Cristina 53 anni

LA DANZA TI METTE LE ALI VERSO QUALE DIREZIONE?

“La danza per me mi mette le ali verso il sorriso e la felicità” Benedetta 9 anni

“La danza mi mette le ali verso la perfezione e la bellezza” Alessia 7 anni

“La danza mi mette le ali verso la libertà e il successo che forse avrò da grande” Agnese 8 anni e mezzo

“La danza mi porta le ali verso l’infinto e come dice un poeta m’illumino d’immenso” Miriam 8 anni

“La danza mi mette le ali verso un mondo dove la fantasia, l’armonia e la passione alimentano un songo che si realizza giorno dopo giorno imparando passo dopo passo” Alisia 14 anni

“La danza mi mette le ali verso il cammino della felicità” Adelina 9 anni

“La danza mi porta a sognare” Lucrezia 5 anni

“La danza mi mette le ali verso un nuovo mondo, dove mi sento libera e spensierata” Clarissa 13 anni

“A me sembra di volare” Giorgia 7 anni

“Mi piace la danza perché mi sembra di essere una fata” Asia 6 anni

 “La danza mi mette le ali verso un sogno che si potrà realizzare soltanto con l’impegno e la passione” Riccardo 13 anni

“La danza è la poesia più romantica” Greta 4 anni

“La danza mi porta verso la felicità” Carola quasi 7 anni

“Mi piace la danza perché quando ballo mi sembra di volare” Gaia 5 anni e mezzo

SOGNI DI UN ASPIRANTE CANTANTE 

“Uno dei miei più grandi sogni da aspirante cantante è quello un giorno di riuscire a trasmettere alle persone le sensazioni e le emozioni che provo nel momento in cui canto, e quindi far emozionare anche loro” Martina 23 anni

"Come maestro di canto cerco sempre di trasmettere la passione e il divertimento che sono alla base di ciò che insegno. Ritengo tali elementi essenziali ai fini del compimento di un percorso di studi che possa condurre ad una maggiore consapevolezza del mezzo vocale. Molti ragazzi si avvicinano al canto semplicemente perché a casa si cimentano a cantare le canzoni dei loro idoli conosciuti spesso attraverso i talent show televisivi. Alcuni di loro sono spinti o incoraggiati dai genitori, altri desiderano educare la propria voce per un semplice fatto di curiosità e altri perché decidono di intraprendere un vero percorso professionale. Infatti, il sogno della maggior parte dei ragazzi è quello di poter fare del canto un’attività permanente e legarsi al mondo dello spettacolo per poter esprimere il proprio talento attraverso i musical da un lato e la produzione di un proprio repertorio di brani inediti dall’altro" Maestro di Canto Antonio Ancora

LA CONTEMPORANEITÁ DEL PIANOFORTE

“Studiare pianoforte oggi? Ha un senso. È una forma di disciplina, una passione ordinata, un’arte da riscoprire. Il repertorio classico poi ha ancora tanto da darci, la storia della musica è tutta lì, e non solo. I misteri dell’armonia, le melodie nascoste, la missione di ogni dito a comporre un mosaico di note inimmaginabile, la trama infinita delle voci, la lettura di un alfabeto sconosciuto che resta per pochi, ma che continua a unire tutti. La musica, e l’umanità, attraverso il pianoforte vivranno per sempre” Insegnante Eliana Augusti

Scena Muta direzione artistica Ivan Raganato

Via Bologna, 40 Copertino (LE) 

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